Nessun pizzo agli incendiari. L’intervento del Commissario Straordinario dell’ARIF, Domenico Ragno

Venerdì, 15 Luglio, 2016

Numerosi articoli di stampa e servizi sui mass media hanno dato enfasi alla protesta degli operai interinali dell’ARIF, che reclamano una continuità lavorativa interrottasi per alcuni di loro il 30 Giugno scorso.

Oltre che alle comprensibili esigenze degli operai che hanno lavorato alle dipendenze dell’Agenzia, a supporto di queste richieste sono state addotte motivazioni di carattere tecnico che richiedono alcune precisazioni, in quanto fuorvianti dai reali problemi connessi alla gestione delle attività dell’ARIF, in particolar modo, visto il periodo, dell’attività antincendio e della distribuzione dell’acqua a uso irriguo.

 A questo proposito ritengo necessario fornire alcuni chiarimenti riguardo le problematiche citate.

La motivazione e principale preoccupazione evidenziata in questi giorni riguarda l’insufficienza della dotazione delle squadre per lo spegnimento dei focolai d’incendio sul territorio regionale, con conseguente devastazione del patrimonio boschivo e naturale in genere, ecc.

Innanzitutto va premesso che l’autocombustione alle nostre latitudini non esiste o è un evento assolutamente eccezionale, per cui la totalità degli incendi che si verificano in Puglia è a vario titolo riconducibile a origini antropiche.  Le condizioni di temperatura, umidità, tipologia della vegetazione, ventosità   influiscono solo sulla facilità o meno dell’innesco e propagazione del fuoco e sulla magnitudo dell’evento.

Riguardo l’argomento dell’insufficienza del personale occorre evidenziare che l’attività antincendio, coordinata e gestita dalla Protezione civile regionale, per quanto riguarda l’ARIF, che, è bene ricordarlo, costituisce solo una parte della complessa organizzazione dell’AIB regionale, non può definirsi fallimentare o fortemente insufficiente, come invece viene talvolta descritta.

La Puglia, di gran lunga ultima regione italiana per superficie forestale, ha un patrimonio boschivo localizzato in precisi ambiti territoriali (Gargano, Subappennino, Murgia barese e tarantina, litorale salentino), cosa che permette di zonizzare con relativa facilità le aree a rischio. Il sistema antincendio schiera per il 2016   oltre 550 operai (di provenienza ARIF, che costituiscono la quasi totalità di quanti intervengono sugli incendi boschivi veri e propri) e circa 1500 volontari, oltre ai Vigili del Fuoco a seguito della Convenzione stipulata con la   Protezione civile regionale, all’utilizzo del Corpo Forestale per il coordinamento delle attività antincendio e la dotazione di n. 2 aerei antincendio e n. 320 mezzi (172 ARIF). 

Numeri che, se confrontati con quelli di altre Regioni italiane (ad eccezione di alcune tristemente famose realtà meridionali), appaiono congrui rispetto alla media nazionale, soprattutto se si tiene conto della ridotta superficie forestale regionale, che arriva, includendo ogni tipo di vegetazione naturale, a 170.000 ettari, contro 1.150.000 della Toscana, prima regione italiana. Va detto, infine, come lo sforzo della Regione sia ancora più apprezzabile alla luce del generale ridimensionamento delle risorse assegnate dalle Amministrazioni pubbliche, centrali e locali, a tale attività a seguito delle diverse disposizioni riguardanti la spesa pubblica.

Il numero del personale operaio regionale impiegato nell’ AIB ha subito nel tempo poche modifiche. Dai dati disponibili, nel 2009, anno antecedente alla costituzione dell’ARIF, il personale impegnato nell’attività antincendio ammontava a meno di 480 unità, di cui circa 400 stagionali, poi stabilizzati, cui si sommava il personale dell’ex SMA (utilizzato solo parzialmente nelle squadre antincendio) per un totale di poco più di 600 unità effettive.

Più o meno il personale impiegato oggi in questa fase di partenza della campagna 2016. Nei tre anni precedenti l’ARIF ha utilizzato nel servizio AIB anche personale interinale. Nel 2015 detto personale ammonterebbe a circa 300 unità.

 

Pur restando la Puglia da sempre nelle statistiche di settore al di sopra della media nazionale, dall’analisi dei dati sugli incendi boschivi nel periodo 2009-2015 emerge come, in linea di massima, l’andamento della superficie boscata percorsa dal fuoco sia poco collegabile alla quantità di personale impiegato e segua un andamento assimilabile a quello medio nazionale, come evidenziato nella seguente figura. Lo stesso andamento si ha quando si prendono in esame i dati relativi al numero di incendi.

 Superficie boscata (in ettari) incendiata Puglia (2008-2015) e media nazionale
(vedi pdf a fondo pagina)

 

 n. incendi puglia (2008-2015) e media nazionale
(vedi pdf a fondo pagina)

 

 

Analogamente, i dati relativi al numero di incendi boschivi nella fase iniziale della campagna AIB (15 Giugno-prima settimana di Luglio) verificatisi in Puglia negli ultimi anni per lo stesso periodo dimostrano come non vi siano dopo il 2012 significative variazioni, a prescindere dal numero di personale impiegato.

 

Tali considerazioni, sia pure di carattere generale e suscettibili di approfondimenti, in qualche modo smentiscono le preoccupazioni di quanti sostengono l’equazione “mancate assunzioni – più incendi”. Anzi, per l’esperienza a livello nazionale, sembrerebbe vero esattamente il contrario, in quanto le Regioni con maggiore presenza di assunti nell’attività AIB (Sicilia, Sardegna, Calabria, Campania) da sempre sono in testa nella graduatoria per numero ed estensione degli incendi. Anche in questo settore la Puglia deve decidere se distinguersi dalle altre regioni meridionali.

 Sicuramente in Puglia la situazione è migliorabile, soprattutto in alcune aree della Regione più a rischio ove, compatibilmente con le disponibilità finanziarie, potranno essere fatte alcune integrazioni all’attuale organizzazione, ma la creazione di un clima di allarme spesso ingiustificato potrebbe creare più danni che benefici al patrimonio naturale regionale.

Inoltre, il diffondersi tra l’opinione pubblica della convinzione che ci sia una stretta correlazione tra il mancato impiego di personale e l’insorgenza degli incendi, come traspare da più di una dichiarazione ripresa dai mass media, oltre a criminalizzare ingiustamente i lavoratori potrebbe stimolare e incoraggiare i pochi criminali, che pure ci sono, che vedono realmente nell’incendio occasione di lavoro o il raggiungimento di altri obiettivi.

Già da alcuni giorni, infatti, si sono verificati in tutta la regione, secondo il personale più esperto, alcuni incendi di “avvertimento”, cioè piccoli fuochi appiccati in aree critiche da professionisti. Questi fuochi sono destinati, per ubicazione e modalità, a non far danno ma a lanciare un preciso messaggio intimidatorio per il futuro per qualcosa di più serio; magari in giornate di forte vento, quando lo spegnimento dell’incendio con le sole squadre a terra è molto problematico ed è necessario l’intervento dei mezzi aerei.  Cosa puntualmente avvenuta con l’incendio sulla Murgia barese all’interno del Parco dell’Alta Murgia. Questo è comportamento criminale, come sottolineato dal Presidente Emiliano e da quello del Parco, Veronico, non giustificato e non giustificabile, da reprimere nella maniera più decisa. Per questo è importante che vi sia a difesa del nostro patrimonio naturale il massimo sostegno alle Forze di Polizia e a quanti operano sul territorio a difesa dei boschi.

L’incendio è un crimine particolarmente odioso che spessissimo non si risolve con l’estinzione dell’evento e i relativi danni materiali, ma si ripercuote, per le sue conseguenze sull’ambiente e sul paesaggio, sulle generazioni future.

Per questo la Puglia non deve pagare il pizzo agli incendiari.

 

 

ATTIVITA’ IRRIGUA

Analogamente a quanto detto per la parte forestale, i dati disponibili riguardo l’erogazione dell’acqua a uso irriguo a livello regionale non hanno subito nel tempo sostanziali differenze per quanto riguarda le quantità

Nel 2009 e negli anni immediatamente precedenti l’istituzione dell’ARIF venivano erogati mediamente 11.800.000 mc. di acqua, contro i gli 11.900.000 mc. distribuiti nel 2015, ultimo anno di riferimento. Il numero dei pozzi distribuiti sul territorio regionale è lo stesso.

 

Il servizio veniva assicurato, al momento del trasferimento all’ARIF della struttura deputata, da 343 operai, di cui 104 fissi e 239 stagionali assunti per il periodo Giugno – Settembre e 8 impiegati, per un totale di 351 unità.  Nel 2015, ultimo anno di riferimento, sono stati impiegati per lo stesso servizio 343 unità di personale (328 operai, tutti a tempo pieno a seguito della stabilizzazione) e 15 impiegati, oltre a  circa 200 lavoratori interinali assunti con contratti di diversa durata durante l’anno. 

Alcune criticità, non riscontrabili nelle annate precedenti il passaggio all’ARIF, a detta del personale regionale “storico“, se non per problematiche connesse a residuali problemi organizzativi, si sono  verificate nell’ultimo periodo in determinate aree. Questo    probabilmente anche a causa di errori di valutazione di natura tecnica riguardo l’estensione di alcune linee rispetto alla reale capacità di erogazione dei pozzi e le non prevedibili emergenze che riguardano alcuni impianti.  La cosa non ha comunque creato un diffuso disservizio se non legato a singoli pozzi che, è opportuno ricordarlo, sono 250 sul territorio regionale. Inoltre l’ARIF, che ha come compito istituzionale garantire nei territori serviti l’irrigazione della aziende agricole, ha recentemente stabilito nell’erogazione del servizio l’assoluta priorità per gli imprenditori agricoli rispetto ad altri tipi di utenze.

Anche in questo caso alcune situazioni sono sicuramente migliorabili, ma la preoccupazione che emerge da alcune parti riguardo una generalizzata carenza di distribuzione di acqua non sembra motivata da riscontri oggettivi, se non quelli strutturali legati per lo più all’obsolescenza della rete di distribuzione e alcunI ”buchi” nell’organizzazione del servizio in via di risoluzione.

 

Per quanto riguarda, infine, l’assunzione degli interinali nel 2016, si fa presente che, contrariamente a quanto affermato da alcuni, sono state effettuate dal 1 Gennaio ad opera del precedente Direttore generale 350 assunzioni di personale irriguo e forestale con scadenza 30 aprile e 30 giugno.

 

Domenico Ragno
Commissario Straordinario ARIF